Qual é il migliore stile alimentare? Lo chiedo alla Dott.ssa Emanuela Bucchieri, dietista a Genova

Crudismo, macrobiotica, veganesimo… ognuno di questi stili alimentari si proclama il più salutare, come facciamo a riconoscere qual è il migliore per la nostra famiglia? Nel mio caso io attingo volentieri da più stili e cucine tradizionali diverse nel mondo perché amo cambiare, agisco in modo istintivo, senza un’alimentazione intellettuale, ma tu cosa ci consigli?
Lo stile alimentare piu’ salutare è quello che fa bene alla persona considerata nella sua interezza. Non esiste dunque una dieta ideale uguali per tutti. Per il mio sito ho scelto il titolo “il tuo stile alimentare” (e non “la mia dieta imposta”) proprio per sottolineare il fatto che al centro ci deve essere sempre il paziente con le sue esigenze e le sue aspettative. Per la mia esperienza, posso dire che lo stesso sistema alimentare produce effetti diversi da individuo a individuo. La salute è anche benessere psicologico per cui non possiamo prescindere da questo aspetto nel valutare un sistema alimentare.
Il passo piu’ importante da intraprendere è ascoltarsi. Sintonizzarsi con il proprio corpo e osservarsi senza giudicarsi. Le domande da porsi sono “di cosa ho bisogno adesso?”.
Due sono gli eccessi della società moderna occidentale che rendono difficile questo compito: l’eccesso di cibo e l’eccesso di “nutrizionismo”.Siamo bombardati dagli stimoli del cibo e da informazioni nutrizionali che considerano il cibo come una semplice somma di nutrienti. Questo comporta una grande confusione alimentare. Scegliamo il cibo perché influenzati dalla pubblicità o da un regime alimentare intellettualmente interessante, ma il corpo cosa ci dice? Il terapeuta dell’alimentazione dei giorni nostri dovrebbe dunque porsi come guida empatica in grado di mediare tra regole dietetiche e buon senso.
Quello che noto negli ultimi anni è un aumento esponenziale di persone che sentono l’esigenza di ridurre il consumo di carne e di altri prodotti di origine animale. Sicuramente è una tendenza ragionevole che va accolta e ascoltata. Condivido appieno i modelli alimentari che prediligono come base i cibi vegetali. Mi focalizzerei su quello che hanno in comune piuttosto che sulle differenze.
Personalmente traggo grande beneficio nel prepararmi ricette macrobiotiche e ricette della tradizione mediterranea ma allo stesso tempo mi dà gioia accettare il cibo cucinato con cura e attenzione quando sono invitata da parenti e amici. Anche questo è a suo modo salutare.

Tu curi la persona attraverso l’alimentazione: qual è il legame tra il cibo che ingeriamo e il benessere olistico della persona?
Rispondo servendomi di una citazione di Osho: più una persona è in grado di assumere il suo cibo in modo contento, gioioso, rilassato e privo di preoccupazioni, e più il cibo diventerà quello giusto.
Abbiamo reso il mangiare un fenomeno del tutto meccanico. Introduci il cibo nel corpo, e poi lasci la tavola. A livello corporeo, il cibo giusto dev’essere sano, non eccitante e non violento; a livello psicologico la mente dev’essere in uno stato d’armonia e di gioia. E al livello dell’anima ci dovrebbe essere una sensazione di gratitudine, di riconoscenza. Questi tre aspetti insieme costituiscono il giusto cibo.
Il benessere della persona è fatto di tante componenti e l’alimentazione, intesa come prendersi cura di sé attraverso il nutrimento, può essere una delle strade per intraprendere un cambiamento dello stile di vita.

Sei diplomata presso l’AIDAP, quindi ti occupi anche di disturbi alimentari, una piaga che colpisce soprattutto le donne, sottoposte a una grande pressione sociale verso la magrezza. “quali sono i campanelli di allarme di un rapporto malato con il cibo”?
Esistono dei potenziali fattori di rischio dei disturbi dell’alimentazione, quali ad esempio ricevere critiche di familiari su alimentazione, peso e forme corporee, essere presi in giro per alimentazione, peso e forme corporee e frequentare ambienti che enfatizzano la magrezza (danza,moda,sport). La restrizione alimentare intesa come riduzione o eliminazione di alcune categorie di cibi (olio,pane,dolci per esempio) o il salto del pasto sono campanelli d’allarme da non sottovalutare soprattutto se accompagnati da un’eccessiva importanza attribuita al peso e alle forme corporee e/o da comportamenti di body checking (pesarsi spesso, misurarsi parti del corpo e confrontarsi con il corpo di altre persone..).

Ci dai qualche consiglio pratico sul carrello della spesa ideale e sui cibi da evitare?
Il carrello della spesa ideale prevede sicuramente cibi freschi quali la frutta e la verdura e molti altri alimenti “con l’etichetta corta”, possibilmente con pochi ingredienti e biologici. Sono da evitare le offerte 3×2 sui dolci e sui cibi “extra” e i farinacei contenenti olio di palma. Consiglio infine di andare a fare la spesa a stomaco pieno, attenendosi alla lista preparata anticipatamente.
“Mangiate cibo vero. Con moderazione. Soprattutto, mangiate vegetali” (Michael Pollan)
“Non mangiare nulla che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo” (Michael Pollan)

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