Esprimi l’arte che c’è in te! Te lo insegna Sara Rinaldi counselor in Expressive arts

Sara2DEFSara Rinaldi è counselor e formatrice/facilitatrice di Expressive Arts Centrate sulla Persona. Nel suo lavoro conduce seminari formativo esperienziali di Expressive Arts, e colloqui di counseling individuali e di coppia in cui offre la possibilità di utilizzare le Expressive Arts Centrate sulla Persona, nelle quali si è diplomata nel 2002 come diretta allieva della Dott.sa Natalie Rogers, figlia del noto psicologo statunitense Carl Rogers, presso la facoltà di P.C.E.T.I. in California.

1) Quando hai capito che eri un counselor?
Non c’è stato un momento preciso in cui mi sono sentita tale, piuttosto una serie di eventi che mi hanno portata a diventarlo in modo naturale. Ho sempre avuto una propensione alle persone, al sentirle e ascoltarle già da quando ero ragazza; ricordo amici e colleghi confidarsi e chiedere il mio punto di vista, addirittura alcune colleghe più grandi di me a Londra mi definivano “così giovane, ma saggia”.
C’è, però, un momento speciale che è rimasto impresso nella mia memoria e che ha cambiato il corso della mia vita: era luglio del 1999, era una mattina di sole e stavo danzando in un bellissimo studio insieme ad altre persone durante il mio primo corso di Expressive Arts Centrate sulla Persona nella Contea di Sonoma, a nord di San Francisco. In quei giorni stavo vivendo emozioni ed esperienze completamente nuove per me. Premetto che all’epoca non disegnavo dai tempi delle medie, non ballavo neppure nei locali e mai avevo conosciuto l’empatia e l’accettazione che contraddistinguono l’Approccio Rogersiano. Ad un certo punto, ricordo che ebbi come l’impressione che tutto mi si fermasse intorno e dentro di me provai una sensazione di bellezza, di forza, di potere personale e gioia mai sentite prima. Mi sentivo libera e per la prima volta bellissima e viva. Mi sentivo io alla mia massima espressione di bellezza. E lì pensai che se potevo provare sensazioni del genere, allora tutte le donne le avrebbero potute provare, ed io volevo che le provassero!
Così decisi che avrei fatto in modo di farle provare a quante più donne possibili. Durante lo stesso seminario intensivo, Natalie Rogers mi parlò di una scuola di counseling rogersiano in Italia. Non ne sapevo nulla, ma appena rientrata a Londra, dove all’epoca abitavo, contattai immediatamente l’allora responsabile della formazione di counseling per l’Italia, e già quell’autunno stesso volai a Milano per il primo incontro formativo. Poco più di un anno dopo avrei lasciato Londra, città in cui abitavo da 8 anni, per trasferirmi definitivamente in Italia e continuare la mia formazione come counselor, ritornando negli Stati Uniti periodicamente per portare a termine quella in Person Centered Expressive Arts.
Ho incontrato il counseling sulla mia strada in un momento di apertura e ricerca personale, scegliere di diventare un counselor per me è stato un passaggio naturale, in sintonia con chi sono.

2) Dove hai conosciuto le Expressive arts?
Ho conosciuto le Expressive Arts Centrate sulla Persona durante un viaggio da sola in California, presso PCETI (Person Centered Expressive Therapy Institute), la facoltà fondata da Natalie Rogers, figlia del noto piscologo Carl Rogers.
Mi trovai a partecipare ad un laboratorio intensivo di Expressive Arts Centrate sulla Persona senza assolutamente sapere né avere capito cosa avrei fatto durante questo corso, prenotato solo qualche tempo prima dall’Europa sulla base di una forte sensazione di “doverci essere”. Quello che doveva essere una settimana di corso intensivo dal titolo “Self Exploration Through Expressive Arts”, diventarono due corsi intensivi di Expressive Arts Centrate sulla Persona (e il resto lo sapete già!)

3) Come funzionano?
Le Expressive Arts funzionano in maniera molto semplice e consistono in un insieme di varie modalità artistiche, quali il movimento, il suono, il disegno, la scrittura creativa, lo psicodramma, ecc. utilizzate con lo scopo di attingere alla creatività insita in ognuno di noi. Il processo di Creative Connection®, sviluppato da Natalie Rogers, alterna una o più modalità artistiche in sequenza per portare ad un profondo contatto con se stessi, ad un’espressione di sé libera e autentica e ad ottenere informazioni chiare e preziose su di noi che provengono dalla nostra parte interiore (insight). Muoversi o danzare con consapevolezza, ad esempio, ci apre ad emozioni che possono essere espresse in colori, linee o forme. Quando si scrive immediatamente dopo il movimento e l’arte, emerge un flusso libero di parole che possono essere estremamente significative e rivelatorie rispetto a dove siamo davvero. Le Expressive Arts ci aiutano a riscoprire la nostra innata creatività e ci nutrono l’anima.
Mentre molte forme tradizionali di coaching, counseling e terapia tendono a basarsi esclusivamente sullo scambio verbale, le Expressive Arts usano un’ampia gamma di metodi di espressione di sé per aiutarci ad ottenere insight e consapevolezza.
L’enfasi è sul processo e sulle immagini, non sul creare dei bei disegni, dei movimenti da coreografia o della poesia o prosa perfette. Non è necessaria alcuna esperienza artistica, nè sapere cantare, danzare o recitare. Lo scopo finale è quello di ottenere una maggiore consapevolezza di noi stessi che ci conduca ad azioni e soluzioni positive nel rispetto di chi siamo.

4) Perchè si chiamano Expressive Arts Centrate sulla Persona?
Si chiamano Expressive Arts Centrate sulla Persona perchè la potenza delle Expressive Arts viene unita all’Approccio Centrato sulla Persona (ACP ).
L’ACP si basa sull’assunto che ognuno abbia dentro di sé le proprie, uniche e insostituibili risposte e che ogni essere umano ha in sé sua una forza, un’energia vitale diretta verso lo sviluppo delle capacità utili alla sua auto regolazione e auto realizzazione. Il counselor ha il compito di creare l’ambiente migliore affinchè queste risposte possano essere trovate, espresse e consolidate. E’ fondamentale quindi che il processo avvenga sempre in un contesto sicuro, accogliente, empatico e mai direttivo e giudicante, tipico della modalità dell’ Approccio Centrato sulla Persona. Per me questo è ciò che fa la differenza. ll binomio Expressive Arts e Approccio Rogersiano è potentissimo, efficace e facilitante, sia in un colloquio di counseling che in un seminario di gruppo.

5) A Chi si rivolge a questa terapia?
Mentre negli U.S.A e in Gran Bretagna questa terapia si chiama appunto Expressive Arts Therapy, o nel mio caso, Person Centered Expressive Arts Therapy, la professione del counselor in Italia non è riconosciuta come professione nell’ambito medico. Quindi non si può parlare di terapia.
Chiarito questo, il processo di fare Expressive Arts è applicabile ad ogni tipo di contesto. Alcune mie colleghe all’estero le utilizzano con persone che soffrono di problemi motori o che non possono parlare a causa di malformazioni congenite o malattie. Vengono usate ad esempio nelle scuole, negli ospedali, nelle prigioni, con i veterani di guerra, addirittura una collega in Giappone le sta proponendo con successo agli uomini d’affari delle grosse corporazioni. (Stress management, team building, ecc.) In generale sono applicabili in tutti quei gruppi, persone e associazioni che si occupano di relazione d’aiuto, benessere e salute.
Ci tengo a sottolineare che le Expressive Arts sono trasversali, cioè per tutti, perchè il processo di incanalare le emozioni attraverso le varie modalità artistiche in un contesto “sicuro”, oltre ad uno sfogo sano e immediato, porta a guadagnare una maggiore consapevolezza di sé ad ogni età. Infatti disegnare, creare e muovere il corpo laddove e per quanto possibile, sono attività naturali, divertenti e profondamente liberatorie nella loro semplicità, a prescindere dagli anni di una persona. Pensiamo ad esempio alle antiche culture, nelle quali l’arte, il canto e la danza erano parte della vita quotidiana senza distinzioni, proprio perché si comprendeva che tutti gli aspetti del sé dovessero partecipare ed integrarsi alla vita di ogni giorno per renderla soddisfacente e piena.
Il processo di fare Expressive Arts è lo stesso per il bambino come per l’adulto o l’anziano. Gli ultimi due potrebbero avere più difficoltà a lasciarsi andare al disegno e al movimento rispetto ad un bambino, ma nel momento in cui ci si libera delle resistenze iniziali e delle sovrastrutture, facilitati dal contesto empatico, accettante e non giudicante, la forza dell’espressione vitale e creativa che è innata in tutti noi ha sempre il sopravvento.

6) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Al momento mi sto occupando del lavoro individuale e per coppie in studio a Genova, e ho la possibilità di ricevere su appuntamento anche a Borghetto Santo Spirito (SV) e a Savona. Essendo le Expressive Arts così versatili, spero però di potere iniziare ad offrire a breve seminari di gruppo a cadenza settimanale e giornate a tema per fasce specifiche, quali, ad esempio, gli adolescenti, le donne e gli anziani.
Ritengo molto importante riuscire a trovare un contesto sicuro in cui potere esprimere chi siamo davvero e incanalare le emozioni attraverso la creatività e il corpo, con il sostegno di un gruppo. Significa imparare a lasciare andare lo stress del quotidiano e attingere all’innata forza creativa che tutti abbiamo dentro di noi, significa benessere.
Un altro progetto che sto cercando di realizzare è quello di trovare un luogo adatto ad un seminario residenziale di Expressive Arts della durata di almeno due giorni, possibilmente in Liguria. Un posto con uno spazio ampio e un pavimento adatto a fare movimento e danzare, ma anche disegnare, colorare e magari lavorare con la creta. Due giorni di full immersion nelle Expressive Arts Centrate sulla Persona, per potere godere di tempo per sé, per ricontattarsi, lasciare andare lo stress e aprirsi alla propria creatività, all’ascolto di se stessi e al corpo, nella cornice della mia bellissima Liguria.
Detto questo, la mia passione è portare le Expressive Arts Centrate sulla Persona in Italia e nel mondo, quindi ogni luogo in cui potrò farlo sarà comunque un sogno realizzato.
Sara Rinaldi Counselor, Person Centered Expressive Arts FacilitatorSara1DEF

Sara riceve su appuntamento presso:
Arkè, Istituto Ricerca Psicosomatica, Corso A.Saffi 15/3, Genova
tel.: 010 5702784
email: sararinaldiexarts@gmail.com
fb: https://www.facebook.com/sararinaldiexpressivearts

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