Iaido e lo studio della spada giapponese

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Ho iniziato a praticare Iaido per puro caso. Anni fa il mio istruttore di difesa personale mi mise in mano un bokken (riproduzione in legno della spada giapponese utilizzata durante gli allenamenti) e da allora la spada giapponese non ha mai smesso di interessarmi e affascinarmi.
Lo iaidō è un’arte marziale giapponese, permeata dalla dottrina zen, che trae le sue radici dalle antiche scuole di kenjutsu e iaijutsu frequentate dai samurai e che hanno avuto il loro massimo splendore intorno al XVI secolo.
Si tratta dell’ arte dell’estrazione della katana, ma letteralmente significa «via dell’unione dell’essere».
Nelle attività quotidiane spesso siamo scissi: fisicamente siamo in un luogo, ma la nostra mente pensa ad altro e lo spirito non si da pace. La frenesia dei ritmi di lavoro,  lo stress di una vita caotica e la competitività estrema promossa dalla nostra società sono tutti elementi che ci impediscono di essere Uno, impediscono la perfetta ed armonica unione con sé stessi e con l’Universo.
Questa tendenza a separare le componenti della costituzione umana, cioè corpo, mente, anima e cuore va abbandonata nello studio e nella pratica della spada giapponese. Lo Iaido, infatti, è una disciplina olistica che, pertanto, richiede che l’essere umano nella sua interezza e completezza si impegni nell’esecuzione di un kata (ovvero”forma”, una serie di movimenti prestabiliti di parate e attacchi che raffigurano un combattimento) o nel taglio (battodo). Dalla pratica costante si impara ad educare la mente a una maggiore concentrazione e costanza, si impara a gestire meglio le proprie emozioni, le proprie paure e a dominare l’Ego che distorce la realtà.
Lo studio della katana per me è una vera e propria meditazione dinamica: la ricerca di uno stato di vuoto mentale per essere consapevole del momento presente. Ogni allenamento stimola il fluire dell’energia vitale (ki) e ne riattiva le risorse più profonde, infondendo un senso di armonia impareggiabile. Le tensioni sono dissolte, il corpo ha usato la fatica per fortificarsi, il sorriso risboccia spontaneo e l’anima si sente in pace.
Questa disciplina è praticabile sia da uomini e donne, senza limiti di età. Al di là delle parole che possono essere scritte, lo Iaido va provato. Praticato. L’esperienza è fondamentale per sentire su di se ciò che ho condiviso in questo post.
La diffusione della disciplina dello Iaido ha molti artefici in Giappone e nel mondo. In Italia la prima scuola a divulgare ed insegnare il Battodo e l’utilizzo reale delle armi tradizionali giapponesi usate in antichità dai samurai (katana – spada lunga, wakizashi – spada corta, naginata, yari, ecc..) è la BattodoItalia.
Praticare sotto la guida di un insegnante qualificato é fondamentale, se siete interessati alla pratica di queste discipline rivolgetevi a Aldo Bo, Shobukan Dojo Genova.

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