Cosa c’è nella pastina di tuo figlio? Formaggino fuso ai raggi X

In questi giorni mi è capitato di parlare con alcuni papà sulle confezioni dei formaggini per bambini. Mi sono accorta che la maggior parte dei genitori, quando sceglie un alimento per l’infanzia, ignora completamente la lista degli ingredienti o, se la legge, non capisce di che cosa si tratti davvero. Certo le etichette dei prodotti non aiutano l’utente medio poiché districarsi tra additivi alimentari e ingredienti sintetici dai nomi impronunciabili è molto difficile.
Mettiamo ai raggi x uno dei più noti formaggi fusi per l’infanzia presente sul mercato con la lista degli ingredienti per smascherare i trucchi di marketing e facilitare un consumo consapevole.

LA DENOMINAZIONE: Formaggio fuso (trattato ad alte temperature -90° e più- per eliminare batteri quali EColi, Campylobacter, Listeria ecc) addizionato con vitamina D (i bimbi che abitano sul mediterraneo di norma non hanno bisogno di vit D aggiuntiva e se ne avessero bisogno ciò andrebbe concordato col proprio pediatra dopo accurate analisi del sangue. Dosi superiori al fabbisogno normale di vitamine sono tossiche)
GLI INGREDIENTI che sulle confezioni sono per legge in ordine decrescente:
formaggio (quale formaggio? Cheddar, Emmenthal, Gouda, Fontal??) di cui latte (la ditta produttrice è stata condannata al pagamento dei danni per l’inquinamento del latte con l’inchiostro, quindi verificate sempre la reputazione del produttore!!) sale (il sodio negli alimenti per l’infanzia se presente va all’ultimo posto dell’INCI, perché i bimbi non ne devono assumere troppo) fermenti lattici (quali?), caglio, siero di latte concentrato (additivo usato in genere per il cibo degli animali), acqua, sali di fusione ovvero citrati vari (correttori di acidità presenti anche in bibite e medicinali, fanno sì che dopo sciolto il formaggio non si risolidifichi…), crema di latte (é sinonimo di panna, cioé acqua e la parte più grassa del latte), proteine del latte (caseine e caseinati), correttore di acidità acido citrico (ottimo anticalcare naturale, io lo uso per pulire le pentole), vitamina D (vedi sopra).

Un formaggio vero della tradizione casearia italiana è fatto coagulando il latte intero di bovini, ovini e animali sani, deambulanti e che brucano erba con il caglio, non mediante la fusione di scarti di formaggi vari e acidificazione con fermenti.
Nella mia regione, in Liguria, si possono trovare ottimi formaggi artigianali (ad esempio il formaggio de San Ste’), oppure ci sono i formaggi certificati DEMETER, un protocollo di certificazione molto serio, che considero affidabile.
Scegliete cibo artigianale, locale e biologico e lasciate i cibi industriali sullo scaffale!

Ecco un libro utile a orientarsi al supermercato!

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2 Responses to “Cosa c’è nella pastina di tuo figlio? Formaggino fuso ai raggi X”

  1. Daniela - Going Natural 03/12/2014 at 20:12 Permalink

    Ciao Emanuela, concordo con te…la maggior parte dei genitori si fida ciecamente della dicitura “prodotto per l’infanzia” e non approfondisce minimamente l’argomento ingredienti…nello svezzamento io ho cercato per quanto possibile di usare prodotti fatti in casa ma ogni tanto, lavorando a tempo pieno, i prodotti confezionati fanno comodo!
    Purtroppo per scegliere dei prodotti confezionati non terribili bisogna passare ore davanti agli scaffali a leggere gli ingredienti e sopportare le facce stralunate di chi ti guarda e si chiede cosa tu stia facendo :P Speriamo che un’aumentata consapevolezza dei genitori faccia migliorare un po’ questa situazione…

    • Emanuela Davini
      Emanuela Davini 12/01/2015 at 07:50 Permalink

      Ciao! Grazie di aver letto e commentato. Penso che una diffusione del consumo consapevole potrà certamente contribuire alla messa al bando di quei cibi che poi di fatto cibi non sono…le aziende saranno costrette a convertire le produzioni in qualcosa di meglio. Dobbiamo agire e vedremo i cambiamenti! Grazie ciao

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