Dopo-scuola e sport: dove iscrivo mio figlio? Come scegliere il meglio

Amo muovermi, ho sempre fatto sport: sci, tennis, nuoto pallavolo, ginnastica, pilates… e da 8 anni pratico anche arti marziali.gattusogambe Conosco i benefici, la gioia e il benessere che deriva dall’essere costantemente in contatto con il proprio corpo.

Siamo ad ottobre e probabilmente sei un genitore e come me stai pensando di iscrivere tuo figlio o tua figlia ad un corso di arti marziali, danza o ginnastica. Non importa che disciplina o sport tu scelga: STAI ATTENTO AI DISONESTI!

In tutti questi anni ho frequentato dojo, scuole di danza e palestre. Sono stata allieva di maestri, istruttori e insegnanti. Ho anche tenuto qualche lezione in qualità di assistente esperta e mi sono accorta che la maggioranza dei corsi sono di fatto truffe e che gli insegnanti sono improvvisati.

Dato che queste professioni non sono riconosciute dalla legge e non hanno percorsi formativi standard universitari, pullulano incapaci e truffatori. I maestri più bravi e i veri professionisti sono sempre più rari, ma ci sono: vanno riconosciuti.

Per evitare di sprecare tempo, buttare soldi o peggio subire infortuni o contusioni gravi, ecco 5 punti su cui riflettere per valutare la scuola o l’insegnate di tuo figlio:martial

  1. 1. Le scuole –famiglia: sei entrato in questa nuova palestra o scuola e tutti sono buoni e gentili. L’ambiente è familiare e ti viene precisato subito. In segreteria c’è la mamma e gli insegnati sono coniugi o fratelli. Ti invitano subito in gruppi whatsup e ti chiedono l’amicizia su facebook perché, appunto, sei entrato in una famiglia (o in altre parole SETTA) con obblighi e legami da rispettare. Sono orgogliosi di farsi vedere in mutande su facebook e postano foto della loro vita casalinga e dettagli intimi delle vacanze. Agiscono in questo modo per creare dei legami emotivi e psicologici: se sei in famiglia non occorre chiedere la ricevuta di un pagamento giusto? In questi luoghi l’allenamento è spesso emotivo, non tecnico: facilmente i gestori parleranno di “arte”, “cultura”, “passione”, “cuore” …tutti dati NON MISURABILI e non oggettivi. Stanno nascondendo le proprie insicurezze e incompetenze. Scappate. Oppure chiedetegli voi un prestito per comprarvi la macchina: dopotutto siete in famiglia! scene-1684780_1280
  2. Non esistono competitor: loro sono gli unici e i soli depositari della verità. Nessuno li può eguagliare e le altre strutture o professionisti non reggono il confronto. Anche lo spirito di gruppo che desiderano creare in palestra è fondato sul denigrare gli altri. Lo fanno spesso anche subdolamente ovvero spargendo allusioni, informazioni false o pettegolezzi sulle altre scuole. Questo tipo di esaltati che vi descrivono continuamente quanto sono speciali e contemporaneamente denigrano gli altri sono forse la categoria peggiore. Un vero professionista, capace e sicuro NON denigra mai i colleghi, sa che prima o poi arriverà qualcuno più bravo di lui, anche da altre scuole e non ne è turbato. Fa il suo lavoro con dedizione mettendo sopra ogni cosa la crescita del suo allievo.
  3. I seduttori. Questo punto vi farà sorridere, ma credetemi…la maggior parte dei maestri ci prova con le allieve! Anche fare commenti sul fisico di una donna durante la lezione proprio non va. Non importa da quanto o come i due si conoscano, questo tipo di atteggiamenti va evitato. Un vero maestro non dice o scrive mai sui social “bellissima” o “fighissima” di un’allieva. Un vero Maestro non ha allieve preferite o amanti-allieve. Anche foto volgari appese sulle pareti o battute con un linguaggio inappropriato dovrebbero farvi scappare a gambe levate. Credetemi non sono scherzi, sono un indice di frustrazione personale altissima, incompatibile con l’insegnamento.
  4. Ostentare severità o brutalità. A mio marito, anni fa, un istruttore provocò una lesione grave al pollice durante l’insegnamento di una tecnica in una lezione di arti marziali. Chiariamo subito questo punto: durante una lezione di arti marziali o di difesa personale NON devono esserci lesioni o contusioni. MAI. Se le tecniche sono rischiose si usano protezioni adatte a prevenire il danno. Molti maestri, per mostrarti di essere “duri” o per attirarti in un “gruppo di veri duri” usano la forza a sproposito. Se vi dicono frasi del tipo “se non vuoi farti male fai un corso di uncinetto” abbandonate immediatamente la palestra. E’ giusto provare un poco di dolore nelle tecniche per capirne il senso, ma se il Maestro non è in grado di prevenire gli infortuni o peggio li crea… SCAPPATE immediatamente verso un altro corso. Sei un VERO UOMO sì, se te ne vai da lì. Un pugile ci mette anni a prepararsi per salire sul ring e, se dopo due lezioni siete a picchiarvi selvaggiamente…beh siete nelle mani di un incompetente. La brutalità esiste anche nella danza o in palestra. Ci sono istruttori che urlano addosso agli allievi per motivarli a sollevare pesi maggiori e insegnanti di danza che, di fatto, spingono le allieve a disturbi alimentari. Osservate molto attentamente il comportamento di vostro figlio/a quando torna a casa dopo le lezioni e ascoltate i racconti che vuole condividere con voi sulla sua attività preferita. Chiedete sempre informazioni precise al momento dell’iscrizione sulle assicurazioni per gli infortuni in palestra.sport-1685777__1801
  5. L’insegnante capace ha un fisico atletico a qualsiasi età. Un fisico armonioso che dimostri quanto i suoi insegnamenti siano validi e benefici. Se ha la pancia da bevitore di birra …o al contrario è magrissimo, privo della massa muscolare, significa una sola cosa: non sa come allenare. Inoltre l’alimentazione e l’attività fisica di qualunque tipo (sì anche le arti marziali, la danza o il basket!) sono la stessa cosa. Qualunque performance è influenzata da entrambi questi fattori, per cui è necessario che il maestro/a conosca entrambe, oltre ai processi di base della fisiologia e biochimica umana. Avete mai visto quelle insegnanti di danza con il lato B sproporzionato o le gambe da calciatore? Quello é grasso inframuscolare, dato da un allenamento sbagliato.balletbeautiful

Andate al di là delle belle parole di marketing e delle citazioni sui siti di scuole e palestre, non fatevi incantare da trucchetti psicologici o da foto e filmati ben girati. Frequentate, osservate con oggettività e genuina curiosità gli insegnanti. Verificate i loro curriculum: non affidatevi o affidate i vostri figli a trainers senza avere certezze. La fiducia deve essere fondata su basi solide, non su chiacchiere di amici che, a loro volta, non hanno mai controllato. Criticateli: un bravo insegnante non teme le critiche e vi risponderà con calma e con dati oggettivi e verificabili (non con sue opinioni). E non abbiate paura di cambiare, socializzerete nuovamente ma in un posto più salutare. Non è colpa vostra se siete capitati da disonesti o impreparati, perché sono tantissimi.

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2 Responses to “Dopo-scuola e sport: dove iscrivo mio figlio? Come scegliere il meglio”

  1. Laura 10/11/2016 at 17:53 Permalink

    Ciao, se posso permettermi non ho mai visto niente che somigli ai primi 3 punti soprattutto se si tratta di bambini. Cioé ci mancherebbe che la scuola dove i bambini praticano sport abbia insegnanti che ci provano con gli allievi o che fanno pensare loro di essere in famiglia o addirittira che facciano male ai bambini. Per quanto riguarda i rapporti personali tra maestro e allieve adulte: bé la mia vicina di casa sposó durante l’universitá un suo professore di giurisprudenza che invece è molto molto bravo e competente, tutt’ora invitato a tenere lezioni in università di tutto il mondo è stato preside di facoltà alla statale di Milano. Benché in pensione ha ancora richieste di consigli per le tesi. Se poi intendiamo solo commenti e comportamenti volgarotti è un altro conto.

    • Emanuela Davini
      Emanuela Davini 11/11/2016 at 09:36 Permalink

      Ciao Laura, quello che hai scritto è molto interessante. Sono sollevata e contenta che tu non abbia mai visto corsi pomeridiani ricreativi, sportivi o di arti marziali o danza che presentassero le caratteristiche che elenco sopra. Personalmente io ne ho visti molti. Anche i genitori e gli insegnanti che ho intervistato, e a cui ho chiesto pareri in merito, mi hanno confermato che si tratta di problemi frequenti e reali. Questo Blog racconta la mia esperienza e storia e io credo che, come adulti e genitori, sia utile verificare attentamente la scelta di a chi affidare la propria crescita come atleti, artisti marziali o nuotatori o giocatori di tennis. In assenza di percorsi di formazione riconosciuti (come ad esempio l’obbligo di una laurea in Scienze Motorie o Scienze della Formazione) occorre capire quali siano le qualifiche ed esperienze di un insegnante o allenatore. Senza una puntuale verifica dei curriculum e delle affermazioni di questi operatori si compie un mero atto di fede. La semplice esistenza di una struttura e l’esistenza di affluenza di persone in questa struttura o il parere di compagni di scuola non è una garanzia sufficiente. Come scrive Andrea Biasci “solo chi conosce sceglie, altrimenti crede di scegliere”. In sintesi: 1) L’energia del gruppo sostiene molto l’allievo, ma le dinamiche del gruppo non devono essere manipolatorie o ricattatorie; è più utile prevalga il confronto, il rispetto e la libertà del singolo individuo di frequentare altri centri sportivi/ricreativi. 2) Chi critica gli altri e promette metodologie innovative e uniche sta sicuramente mentendo: tutto è già stato inventato e le metodologie innovative consistono nel rivisitare pezzi di tecniche già esistenti. Se fosse scoperta una metodologia davvero innovativa in qualche campo lo vedremmo scritto su tutti i giornali! Occorre distinguere il marketing selvaggio dalla realtà dei fatti. 3) E’ ovvio che se due adulti consenzienti si innamorano sono fatti loro. Ma usare il ruolo di insegnante o allenatore per avvicinare e sedurre allieve o mamme è ben altra cosa. E’ un segno di allarme. 4) La brutalità e qualche infortunio sono spesso considerati normali, soprattutto nell’ambiente delle arti marziali, ma non è così. Gli infortuni devono e possono essere evitati utilizzando le protezioni idonee e rispettando il livello tecnico degli allievi. 5) Al di là delle parole, lo stato psico-fisico del coach o dell’insegnate è il biglietto da visita numero 1 di come lavora. E’ l’esempio che conta.

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